Conoscere per non restare fermi

Scoprire il mondo per ritrovare se stessi: il potere della curiosità

Alcuni confini possono nascere da un’abitudine consolidata, da un giudizio affrettato, dalla sensazione di aver già capito chi abbiamo davanti.

Confini che possiamo attraversare con un viaggio e altri che superiamo senza mai spostarci, guidati dalle storie di chi quei luoghi, quelle persone, quelle culture le ha vissute in prima persona.

Confini che, in questo modo, cambiano il loro significato intrinseco: da distanza diventano il luogo fertile in cui hanno inizio nuovi incontri.

La curiosità si allena ogni giorno

Il cambiamento comincia proprio quando siamo disposti a mettere in discussione ciò che pensiamo di conoscere già.

Un esercizio di curiosità che si rinnova nel tempo, ogni volta che scegliamo di fare una domanda invece di dare per scontata una risposta, di ascoltare prima di giudicare, di entrare in un territorio che non conosciamo.

A volte significa cambiare prospettiva, altre semplicemente concedersi il tempo di capire meglio una persona, una storia, un luogo. Tutto ciò non richiede necessariamente di partire. 

Come ricorda Sveva Sagramola, autrice e conduttrice di programmi televisivi tra cui Geo su Rai 3, spesso significa piuttosto “lasciare le proprie sicurezze per incontrare qualcosa di sconosciuto”, mescolandosi con una cultura diversa e un nuovo modo di guardare il mondo.

Quando il territorio sconosciuto non è un luogo lontano ma un problema che riguarda tutti, come la crisi climatica o le specie a rischio, la stessa apertura diventa più difficile da sostenere: qui la curiosità non rassicura più, perché quello che si scopre può fare paura. L’equilibrio è sottile, bastano poche parole di troppo per spaventare e poche di meno per sembrare indifferenti.

Conoscere senza lasciarsi spaventare 

Conoscere un problema non significa doverlo subire: a volte basta sostituire la sensazione vaga di minaccia che si prova quando si preferisce non sapere con un dato, un numero, un fatto su cui ragionare davvero. Chi segue ogni giorno lo stato dei ghiacciai o il destino di una specie a rischio sa che la gravità delle cose non va nascosta, ma nemmeno lasciata diventare un rumore di fondo che paralizza.

La differenza sta nel sapere cosa fare di quello che si impara. Restare informati con lucidità significa avere, davanti a un problema, un perimetro d’azione reale, fatto di scelte quotidiane e di consumi diversi: poco, forse, ma più concreto della sola attesa che qualcuno risolva tutto al posto nostro.

Il confine è un ponte ad Asculum Festival: Sveva Sagramola ad Asculum Festival

Sabato 24 ottobre, ad Asculum Festival, Sveva Sagramola accompagnerà il pubblico ai confini del mondo, tra luoghi, storie e incontri fra culture che dimostrano come un limite possa trasformarsi in occasione di dialogo e conoscenza. 

Un invito a guardare oltre ciò che ci è familiare e a chiederci cosa può accadere quando decidiamo, semplicemente, di andare a vedere.

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