Quante volte guardiamo al futuro pensando di avere ancora tutto il tempo per occuparci della nostra salute?
Crediamo che sia un qualcosa che possiamo controllare, in realtà, il benessere dipende soprattutto da una lunga sequenza di scelte quotidiane, e che spesso sembrano troppo piccole per risultare decisive: come dormiamo, come ci muoviamo, come reagiamo alla pressione, ad esempio. Eppure, sono proprio queste abitudini, ripetute giorno dopo giorno, a scrivere in anticipo la versione di noi che incontreremo tra dieci o vent’anni.
Perché, allora, continuiamo a muoverci nella direzione sbagliata?
Vivere a lungo non coincide con il vivere meglio
Spesso confondiamo la longevità con l’idea di vivere il maggior numero di anni possibile, a qualunque costo, ma è un’illusione. Secondo Filippo Ongaro, già medico degli astronauti dell’ESA e pioniere della medicina funzionale in Italia, la vera longevità non consiste nell’aggiungere semplicemente anni alla vita, bensì nel raggiungere l’età avanzata al meglio della propria condizione psicofisica.
Serve dunque un profondo cambio di prospettiva su cosa significhi davvero “vivere di più”.
Il nuovo approccio suggerito da Ongaro sposta il focus dalla quantità alla qualità: l’obiettivo non è vivere più a lungo in astratto, ma comprimere la fase di decadimento e malattia, arrivando all’età avanzata con una riserva funzionale elevata. Alla base c’è la consapevolezza che la costanza batte la perfezione: infatti, la salute si costruisce attraverso la ripetizione quotidiana di micro-azioni sostenibili, non attraverso interventi occasionali o drastici.
Bastano semplici abitudini, ma costanti, che passano anche dalla tavola: limitare gli zuccheri semplici e prediligere cibi ricchi di antiossidanti come verdure di stagione, frutti di bosco e pesce azzurro.
Piccoli accorgimenti volti a ridurre infiammazioni croniche. Se a questo si aggiunge una gestione regolare del sonno, almeno 7 ore a notte, senza schermi luminosi prima di addormentarsi, il sistema immunitario si rafforza.
In particolar modo, è importante considerare il movimento come uno stile di vita, non solo confinato alla palestra, inserendo nella quotidianità micro-azioni accessibili come una camminata a passo svelto di trenta minuti, l’uso delle scale e brevi esercizi per la forza a corpo libero per tutelare la massa muscolare e ossea.
Niente di tutto questo richiede condizioni ideali, solo la volontà di iniziare da dove siamo, con quello che abbiamo.
Prevenire è meglio che curare
Da sani, facciamo un’enorme fatica a immedesimarci nel nostro io futuro e a comprendere che le decisioni che prendiamo oggi, sono esattamente quelle che stanno costruendo la salute di domani.
Questo accade perché la società ci ha abituati a un modello di longevità passivo, basato sull’aspettare che compaia una patologia per poi affidarci alle cure mediche.
Per Ongaro, la vera sfida sta nell’agire ora, abbandonando il falso mito che la prevenzione sia solo una “punizione” fatta di sacrifici e forza di volontà. Infatti, dobbiamo imparare a trovare gratificazioni immediate nei comportamenti sani e, soprattutto, lavorare a monte su quelle tensioni emotive, come lo stress, la stanchezza e la frustrazione, che oggi ci spingono a cercare conforto in abitudini dannose.
La prevenzione è senza dubbio la forma più concreta di libertà futura e rappresenta il 50% di ciò che ci mantiene in salute.
Perché è solo prendendoci cura di noi stessi che scopriamo come il corpo possa resistere oltre le nostre aspettative, la mente restare lucida più a lungo e la vita possa continuare a offrire possibilità.
Oltre il confine del tempo: Filippo Ongaro ad Asculum Festival
Sabato 24 ottobre, alle ore 19, ad Asculum Festival, Filippo Ongaro guiderà il pubblico in un viaggio tra scienza e innovazione, per capire come salute, prevenzione e qualità della vita siano il risultato di scelte che possiamo fare fin da oggi. Riserva ora il tuo posto, cliccando qui.





